Anna Mazzeo

Anna è metà del mio nome reale, la parte che mi piace di più.
Perchè è palindroma, breve, arriva in un respiro e va via così come è arrivata. 
Nasco nel 1977.
 
Non ricordo il momento preciso in cui ho iniziato a fotografare, ma ho una foto che mi ritrae a 4 anni mentre gioco con uno dei miei balocchi preferiti; un esposimetro, rubato dalla camera oscura che mi padre, fotoamatore, si era costruito in casa.
La fotografia ha sempre accompagnato la mia vita come un'amica discreta e fedele, che solo negli ultimi anni ha iniziato a pretendere la sua giusta attenzione.
Sono una di quelle persone a cui la realtà calza stretta. 
La fotografia mi da la possibilità di guardare ciò che ho intorno attraverso lo specchio di chi sono ogni giorno, senza dimenticare la mia natura di essere in evoluzione.
La fotografia è un'estensione delle mie emozioni, una personale forma di meditazione, la mia scusa per isolarmi dal mondo entrando nelle sue maglie più  fitte, l'occasione di parlare di me -  e con me - quando  mancano le parole.
Le storie che racconto nei miei scatti sono immaginate, sospese, improvvise.
Proprio come quell'istante di luce da cui prendono vita.
 
Da qualche ​​​anno ho iniziato a sentire la necessità di estendere questo sentire: cosi ho iniziato a giocare con pennelli e colori. 
La pittura gioca con me al pari della fotografia, rivestendone i medesimi significati.